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Nei secoli passati il ponte sul Lambro a Incino (ora Erba) era un luogo obbligato. Era infatti l’unico varco per i traffici tra le città di Como e di Lecco. I Visconti che lo costruirono nel 1500 vi lasciarono impresso il loro stemma con il caratteristico biscione. Forse per una di quelle intuizioni di cui il popolo godeva, soprattutto nei tempi passati, questo ponte fu chiamato “della Malpensata”. C’erano infatti tutte le ragioni di pensar male della locanda e luogo di posta che, come avveniva sempre nelle località di confine e di dogana, sorgevano per dar respiro, riposo e soprattutto

FEBRAAR 2018 - Ul tacuìn di cumasch par ul 2018 cun tutt i sant e i beati de Comm

CONCERTO DI CAPODANNO https://www.youtube.com/watch?v=VhQ3n29H5Dg

I PRUVERBI DI NOSTAR VECC Qualche volta ci andavano giù pesanti con i motti dialettali, i nostri nonni e bisnonni, conveniamone. Specie per le faccende del sesso, con il genere femminile in posizione subalterna. Ma il dialetto era la lingua della semplificazione e della concretezza, dell’osmosi con la natura, della realtà di ogni atto, ogni gesto, ogni comportamento. L’autore, Carlo Bassi, ha imparato a padroneggiarla studiandola in tutte le sue componenti, dai lemmi alla loro pronuncia, dalle articolazioni della grammatica e della sintassi all’espressività del mezzo di comunicazione sia parlato che scritto. Ha cercato con pazienza e metodo di

L’ALTRA TRINCEA Una rievocazione del “fronte interno” a Como durante la Grande Guerra. Fra i volumi dedicati dalla Famiglia Comasca a episodi e figure della storia locale (e non solo), questo scritto di Antonio Marino si colloca con una sua solidità di impostazione e di stesura che lo rende particolarmente destinato a durare nel tempo ed a offrirsi come fonte sicura d’informazione per future ricerche nel campo. Marino è un giornalista di matura esperienza e uno storico coscienzioso che si avvale di una scrittura sciolta e limpida, capace di trasmettere con immediatezza e ordine espositivo il contenuto della documentazione

Un volume completo ed esaustivo di quello che costituiva il parlare dei nostri vecchi.

Il "Salotto buono" di Como ovvero PiazzaCavour - Storia di questo "spazio instabile" curata da Alberto Longatti nel volume edito da Enzo Pifferi

Se qualcuno ritiene di avere dei testi (di qualunque tipo, poesie, dialetto, commenti, impressioni, racconti, ecc.) degni di pubblicazione può inviarceli per conoscenza ed eventualmente, se selezionati da un'apposita commissione, per avere la possibilità di divulgarli.

I soci che non hanno ancora provveduto a versare la quota annuale di Euro 40 sono vivamente pregati di regolarizzare la loro posizione, essenziale per garantire all'associazione di poter assolvere gli scopi che si è prefissa fin dalla sua costituzione. Le iscrizioni sono la base assolutamente necessaria al nostro finanziamento!   CONTI CORRENTI BANCARI CREDITO VALTELLINESE IBAN IT81D0521610900000000016845 intestato Famiglia Comasca BANCA PROSSIMA IBAN IT0240335901600100000126371 intestato Famiglia Comasca CONTO CORRENTE POSTALE c/c n: 13619226 intestato Famiglia Comasca

Immagini e confronti con la Como di una volta.

Una volta che è tornato a Erba - lui, infatti, ogni tanto tornava a casa - un amico gli disse: ‘Caspita, a te fa ul gir dal mund’. Lui, Renato Magni, classe 1924, erbese, rispose: ‘E’ da tanto che viaggio per il mondo. Penso che il giro lo abbia fatto un paio di volte. E magari lo farò ancora’. Renato Magni è stato uno dei ‘comaschi nel mondo’. Ha trascorso oltre due terzi della sua avventurosa vita in Svizzera, in Brasile, nelle Filippine, in Giappone, in Malesia, a Singapore, in Thailandia, dove finalmente si fermò e si sposò, mise su famiglia.

Raccolta di sessantaquattro poesie dialettali che Riccardo Borzatta ha realizzato nel corso degli anni. Illustrazioni di Piergiorgio Sassi.

Ricordi, sogni e piccole storie. Renzo Albonico e Adriano Giudici

Poesia di Pietro Collina. Voce di Diego Gaffuri.

Poesia di Riccardo Borzatta.